Sono 1000 gli studenti che sono scesi in piazza questa mattina
per protestare contro la riforma Gelmini. È un buon risultato ottenuto dalla
collaborazione tra le varie associazioni che hanno indetto la manifestazione.
Abbiamo deciso di partecipare perché crediamo che l'unità degli studenti possa
aumentare le grida di protesta di noi giovani. I tanti ragazzi oggi in piazza
dimostrano che non abbiamo abbassato la guardia nei confronti di tematiche come
edilizia scolastica, diritto allo studio e peer education .Il coinvolgimento
dei partecipanti oggi per le vie della città dimostrano la bontà del nostro
lavoro, l'importanza della collaborazione tra associazioni diverse e
soprattutto che gli studenti avvertono l'esigenza di una riforma della scuola
seria e ponderata.
Siamo scesi in piazza per ribadire il nostro no alla riforma
della scuola e dell'università, per dire che non vogliamo pagare gli errori di
anni di politiche sbagliate. Non
vogliamo che siano le nostre generazioni a dover perdere di più. Non accettiamo
il blocco dei turnover, non pensiamo che sia giusto tagliare i fondi per il
diritto allo studio, non vogliamo che si creino scuole di serie a e b.
Protestiamo ancora una volta contro chi vuole la gerarchizzazione dei saperi,
chi esclude i figli dei più poveri dall'accesso all'istruzione e alla
cultura. Troviamo assurdo che oggi nel
nostro paese non si torni a parlare di scuola, università, formazione lavoro.
Servirebbero maggiori fondi per l'edilizia scolastica, ripensare a forme di
inserimento nel mondo del lavoro e a una nuova proposta sull'alternanza
scuola-lavoro. E invece questo esecutivo non solo non fa tutto ciò ma finanzia
con grosse somme di denaro la scuola privata a discapito di quella pubblica. E
allora noi siamo scesi nelle piazze per dire che non accettiamo questa
politica, questa volontà di indebolire il pubblico per rafforzare il privato.
Perché la scuola che noi abbiamo in mente è quella pubblica e di qualità,
momento di scambio culturale fra ragazzi di culture, idee e valori diverse; è
la scuola che trasforma sudditi in cittadini, quella che non abbandona chi è
più indietro.
In conclusione ci teniamo a dire che continueremo il nostro
lavoro di associazione all'interno degli istituti superiori di Siena e
provincia, partecipando a assemblee e proponendo una serie di iniziative sulla
scuola e incontrando tutti i ragazzi interessati all'associazione all'interno
della nostra sede.
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